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“How much CO2”

2 marzo 2011

How Much CO2” è una simpatica applicazione on-line lanciata dalla General Electric che ti permette di tradurre in emissioni di anidride carbonica le più comuni attività quotidiane.

In questo modo possiamo capire quanto incide una qualsiasi delle attività che facciamo ogni giorno, gli strumenti che utilizziamo e cosa mangiamo in termini di CO2 emessa.

Psiconana

Un grande sogno di un altro paese

12 febbraio 2011

Scrivevo Sarebbe  bello a Settembre 2009. E’ stato uno dei primi post di questo blog.

Oggi sembra finalmente che l’infimo livello che caratterizza la scena politica e, più in generale, la società (che poi è la gente che ci stà intorno, cos’altro?), stia alimentando in molti la convergenza verso quei concetti che alcuni promuovono già da un pò. Scrivevo di Jacopo Fo, del MES, di Grillo, del MDF. Poi, naturalmente direi, ho scorto le stesse idee in molti tra quelli che gravitano attorno al “movimento” del downshifting e del Cambiamento, in senso più generale.

Il 5 febbraio al palasharp di Milano, Roberto Saviano è stato applaudito da 10.000 persone mentre diceva: “l’amore verso qualcosa di nuovo non l’abbiamo risposto in qualcosa ma contro qualcosa [….] ci manca un grande sogno di un grande paese, un progetto vero e nuovo che potesse riconoscere una diversità […..] forse è giunto il tempo di poter pensare a ciò che siamo e ciò che vogliamo”.

Difficile, credo impossibile, commentare questo splendido intervento. Vale solo la pena di goderselo e poi rifletterci un pò su….

E allora buona visione e buona vita.

Io non mi allineo.

P.S. giovedì 17 febbraio Maurizio Pallante sarà a Palermo, per un incontro – dibattito organizzato dal Movimento a 5 Stelle della città.

Verba Volant

8 febbraio 2011
Al Palacultura Cattafi di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) da giovedì 24 febbraio a domenica 27 febbraio 2011 si terrà la Fiera del Libro Made in Sicily. Un evento che coinvolgerà operatori del settore, appassionati, scuole, insegnanti e famiglie. Un programma di attività numerose composte da incontri con gli autori, presentazioni di opere letterarie, autori, dibattiti, cortometraggi, laboratori ludici per i bambini e tante degustazioni.
Per avere maggiori informazioni visitate il sito di SicilFiere.
Psiconana

Diario di viaggio, 6 febbraio 2011 (domenica)

6 febbraio 2011

Manco a farlo apposta, ieri sera (dopo il sushi ed una bottiglia di ottimo bianco siculo) tra le pagine di Avanti tutta trovavo una convergenza con quanto descrivevo nel mio post precedente. L’abitudine alle conquiste che porta a dare per scontato “come si vive bene qui fuori”. Sono ancora immerso tra le pagine di quest’ottimo Perotti.

Come scrivevo, anche Avanti tutta è un saggio-diario. E’ lampante però l’accresciuta maturità e percezione delle cose del downshifter. Perotti torna puntualmente su alcuni “errori” di Adesso basta; gli errori che la community gli ha fatto notare, permettendo così di raccontare con maggior chiarezza e dettaglio gli aspetti cardine della sua scelta. Le pagine sull’economia del downshifting e sulla dinamicità di questa scelta di vita (il secondo step in divenire, dopo la prima scelta radicale) sono, secondo me, le più importanti.

Ciò detto oggi è una splendida domenica a Sud Ovest, la primavera inizia già a spingere l’inverno lontano da qui. Ho passato la mattina a spasso tra i boschi, a godere del tiepido sole di febbraio ogni volta che i raggi riuscivano a filtrare tra i vecchi pini. Poi un bel pranzo in famiglia ed adesso qui, a scrivere questo post mentre ascolto la splendida Stagioni.

[…] ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà [….]

Godetevela o tremate. Buona vita a tutti.

Io non mi allineo

Non farti portare via l’acqua!!

3 febbraio 2011

Non farti portare via l’acqua!!” è così che si chiama la campagna referendaria che permetterà ad ogni cittadino di esprimere il proprio parere in merito alla privatizzazione dell’acqua pubblica.

L’iniziativa è stata ideata dal ‘Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica’ per promuovere i due SI ai referendum abrogativi approvati il 12 gennaio dalla Corte costituzionale. Il referendum è atteso dal 15 aprile al 15 giugno (data ancora da destinare).

se avete dei dubbi sul perchè l’acqua DEVE essere pubblica e quindi disponibile PER TUTTI, di seguito elenco alcune motivazioni che condivido tratte dal sito Referendum Acqua.

Psiconana

Non sono scomparso! (cambio, mi muovo, leggo, vivo…)

30 gennaio 2011

Sono un pò sparito ultimamente. Fate bene a farmelo notare e con i vostri commenti a ricordarmi che questo blog è nato per condividere idee ed esperienze, quindi se smetto di scrivere non ha più senso.

Capita che si fa l’abitudine alle conquiste che si è riusciti ad ottenere, quindi si smette un pò di parlarne, scriverne, perchè tutto ha preso ad esser un pò “normale”. Ero più produttivo quando le conquiste le vedevo ancora lontane o le stavo raggiungendo o ancora le avevo appena raggiunte. E’ un errore, lo so. Pochi tra quelli che leggono queste pagine lo fanno per confrontare le loro esperienze alle mie (sono cioè usciti, o stanno uscendo, dal sistema). Molti nel sistema ci sono ben dentro ma sentono ma spesso vivono questa condizione con disagio. Altri ancora ci sono e ci stanno dentro e leggono queste pagine con la stessa curiosità con cui io leggo dei festini di B. (ovvero, non riesco proprio a capire cosa passa per la testa a sti qua ma nutro ugualmente un senso di curiosità nei confronti di questa vicenda, da me molto lontana).

La ragione per cui ho scritto poco sta anche nel fatto che negli ultimi mesi sono stato impegnato a cambiar casa e location del mio ufficio. 14 mesi fa ero nauseato di vivere vicino ad una grande città, ero nauseato del lavoro in azienda e di tutto il modus che ci sta dientro e dentro, ero quasi nauseato dello stesso lavoro che facevo (e che avevo scelto, in cui credevo e credo), ero nauseato dalla frenesia giornaliera e dai weekend in coda o in una città vuota. 14 mesi fa trasferirmi in una casetta in campagna, lontano da tutto, era la miglior scelta che potessi fare.

Nel corso di quest’anno appena trascorso ho rifatto pace col mio lavoro, ho stabilito una giusta tregua con l’azienda (in cui non lavoro più, ma per la quale continuo a fare il consulente), ho fatto pace con una città (Palermo, non Milano) che mi piace poter raggiungere velocemente quando ho voglia di vedere qualche amico, andare al cinema, in libreria, a far due passi in centro. Per queste ed altre ragioni ho cambiato nuovamente casa. Ho perso la vista sulle Egadi, scambiandola per quella sul golfo di Palermo. Non ho più l’orto davanti casa, ma contribuisco a portare avanti quello di mio suocero. Non ho più i miei amici a quattro zampe sempre qui con me, ma con loro ogni mattina saluto il sole facendo una bella passeggiata tra i boschi.

Il golfo di Palermo visto dalla finestra di casa.

Insomma, un altro bel cambiamento. Probabilmente non sono fatto per la vita in campagna, lontano da tutto. Non smetto di ammirare chi riesce a farlo. Certamente non sono fatto per la vita in pianura padana. Credo che sta volta la scelta sia quella giusta. Se non lo fosse, pazienza. Cambierei ancora e ancora. Certamente non smetterei mai di inseguire la felicità, la serenità, i miei sogni.

Voi comunque non smettete di leggere queste pagine, quasi 5.000 contatti in poco più di un anno. Continuate a leggere le recensioni di Walden, i post in cui racconto della mia nuova vita, gli articoli sulle novità della green economy e sugli ecovillaggi. Vuol dire che lì fuori qualcuno davvero interessato al cambiamento c’è. Questo conferma quanto ho letto su Adesso Basta, che sembra sia passato di mano a circa 200.000 persone in un anno. Mi sembrano buone notizie.

A proposito di Simone Perotti, un paio di mesi fa ho letto con molto piacere Uomini senza vento. Un gran bel romanzo, scritto prima di Adesso Basta, anche se pubblicato solo dopo. Lo consiglio a tutti; se possibile è ancor più illuminante e incisivo del best seller. Adesso Basta è un pò un saggio sul downshifting, un pò un diario (in cui a volte i concetti sono un pò confusi, come capita a chi vuol trasmettere tanto, forse troppo); per non è stato semplice apprezzarne il messaggio.

Uomini senza vento ha invece la forza e, al tempo stesso, la semplicità comunicativa che solo i romanzi e taluni film sanno avere, soprattutto quando leggi e sei un pò stanco, poco incline a concentrarti e rileggere le pagine, come esige la lettura di un saggio.

Qualche giorno fa ho invece acquistato ed iniziato a leggere Avanti tutta, che dalle prime pagine promette un gran bene. Anche questo un pò un saggio, un pò un diario. Non è un libro che riesco a legger in una giornata. Va digerito con calma. Include una parte sostanziale in cui il Perotti raccoglie i messaggi di quanti lo hanno contattato dall’uscita di Adesso Basta (ci sta che dentro ci sia anche qualche messaggio mio o di qualche amico, come quello della mia amica che disquisì sulla pausa pranzo), riportando le idee e le esperienze dei convinti, degli scettici e di chi proprio non capisce. Vi farò sapere.

Adesso esco a fare due passi.

Buona lettura e buona vita a tutti.

Io non mi allineo

Un anno dopo

21 dicembre 2010

Mi fanno notare che latito dal blog ed è vero. Sarà un male o un bene?

Un amico, all’inizio della mia avventura lontano dalla grande città, mi disse che considerava un bene leggere pochi post sul blog. Intendeva dire che prendeva la latitanza dal pc come un segnale stavo facendo altro, magari vangavo l’orto per metter a dimora i piselli o i cavoli. Condivisi quell’affermazione.

In effetti, dato che non sono uno che scrive molto alla sera (quando preferisco ascoltar musica o leggere un libro), la mia produttività di post cala vertiginosamente tanto più le mie giornate sono piene. Ultimamente le mie giornate sono state piene sul serio ma l’affermazione del mio amico è ancora applicabile?

Un anno fa ero su una nave che riportava me e la mia casa (suddivisa in una miriade di scatole ed imballaggi vari) in Sicilia. Iniziavo una nuova avventura, fiducioso. Non avevo idea di come sarebbe andata ma ero certo che qualcosa di buono avrei fatto. Ad ogni modo, stavo lasciando un posto ed una condizione di vita che non riuscivo più a tollerare. Ero felice alla ricerca di maggior felicità.

Oggi, un anno dopo, sono ancora felice ed ancora alla ricerca di maggior felicità. Questo sentimento non è cambiato e credo non cambierà mai. Non credo d’esser uno da “ho traguardato tutti i miei obiettivi”. Nel momento stesso in cui sto per metter piede sulla meta, questa diventa una tappa verso una meta ulteriore.

Ad ogni modo, la mia vita è cambiata parecchio in quest’anno. Ecco come.

Lavoro. Ho smesso di avere velleità carrieristiche (che l’azienda è abilissima a stimolare, anche se non le hai di tuo) e di passare le giornate svolgendo mansioni comunemente ritenute “di prestigio” ma che in verità si discostano molto da quello ch’è riportato sul biglietto da visita (Environmental geologist), che è anche quello che mi piace fare nella vita. Adesso sono “imprenditore di me stesso” (quindi non ho nessuna posizione da scalare, sono CEO ma anche stagista….) e mi occupo essenzialmente di aspetti tecnici. Giro un bel pò per lavoro, altra nota positiva per uno cui piace viaggiare.

Qualità della vita. Vivo in campagna, in Sicilia. Finalmente ho un orto tutto mio e mi godo il tramonto sulle Egadi alla sera. Impiego 3 minuti per andare in ufficio, da casa. Posso permettermi di avere 3 cani che adoro, anche perché se mi assento qualche giorno c’è sempre qualcuno che se ne prende cura per me. Quando resto a casa non sono circondato da 4 mura e non mi annoio mai. In campagna c’è sempre qualcosa da fare e poi qui molte attività da “tempo libero” sono gratis, non devi per forza guadagnare una cifra a 5 zeri l’anno (o esser single)  per potertele permettere. Ciononostante si può far di meglio. Un anno fa avevo bisogno solo di questo. Oggi vivere a 100 km da una città mi pesa un pò, anche perché la tendenza dei paesi dormitorio è ormai purtroppo diffusa ovunque ed anche in Sicilia i paesi non offrono un granché. Nelle prossime settimane quindi mi sposto nuovamente. Il contesto non cambierà molto ma sarò a pochi km da una “grande città”. Dovrebbe esser la scelta giusta, almeno al momento. Poi, chissà. Vi racconterò. Milano mi manca un pò per via del fermento culturale. Certe cose qui sono ancora lontane. Mi manca per l’apertura mentale della gente e la multi-culturalità. Internet ed i libri suppliscono egregiamente.

Affetti. In Sicilia ho ritrovato tanti vecchi amici, quelli che non sono andati via. Altri li ritrovo via via, altri ancora torneranno, alcuni non torneranno mai. Ho ritrovato il piacere (e, a volte, anche i lati negativi) di vivere vicino alla famiglia (quella allargata, tipica di queste parti) e sto partecipando, come posso, alla crescita di un bambino (mio nipote) che altrimenti mi avrebbe conosciuto solo come lo zio di Milano. Lì ho lasciato dei grandi amici, anche qui il lato negativo della scelta. Nutro sempre la speranza che le scelte di vita, seppur diverse, ci portino un giorno a vivere in luoghi non troppo lontani.

Tre soli punti ed anche molto semplici (o banali), direte. Beh, tanto mi basta.

I miei programmi per il 2011 includono un corso di vela, riprendere in mano la chitarra, un orto un pò più ricco, un pò di tempo in più da spendere con gli amici e diversificare ancora un pò l’attività professionale, magari condividendo onori ed oneri con uno o due colleghi. Vi terrò informati da queste pagine.

Con determinazione ed impegno, si può fare molto. Certo non tutto ma questa non deve mai esser la ragione per rinunciare alla propria felicità, alle proprie idee, ai propri sogni.

Per inciso, non fatevi spaventare da quei quattro imbecilli che bivaccano per le stanze del potere. Stanno solo tentando di farvi rimane tutti a casa, alla sera. Non sentitevi attaccati perché nessuno per fortuna ci vuole attaccare, ricordate piuttosto la “lezione” di H. Goring a Norimberga.

È ovvio che la gente non vuole la guerra. Perché mai un povero contadino dovrebbe voler rischiare la pelle in guerra, quando il vantaggio maggiore che può trarne è quello di tornare a casa tutto intero? Certo, la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra e neanche in Germania. È scontato. Ma, dopo tutto, sono i capi che decidono la politica dei vari stati e, sia che si tratti di democrazie, di dittature fasciste, di parlamenti o di dittature comuniste, è sempre facile trascinarsi dietro il popolo. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre assoggettato al volere dei potenti. È facile. Basta dirgli che sta per essere attaccato e accusare i pacifisti di essere privi di spirito patriottico e di voler esporre il proprio paese al pericolo. Funziona sempre, in qualsiasi paese.

Rifuggite dalle armi di distrazione di massa. La vita è bella ma non infinita, non smettete mai di inseguire i vostri sogni, quali che siano.

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo.