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Un quadro

11 marzo 2011

Cemento, traffico, tangenziali.
Metropolitana iperaffollata.
L’uomo comune che ha l’auto ma non il costosissimo box, gira per il quartiere alla ricerca di un parcheggio che non troverà mai.
Rotonde inutili o gigantesche ed intasate, su cui si affacciano luccicanti centri commerciali.
Uffici rumorosi, affollati da api operose che non riescono più a staccare gli occhi dal monitor, tanto è il lavoro da fare nel tempo rimasto prima che la giornata finisca.
Giapponese, aperitivo, cena a km 0 tra vecchi amici.
Racconti di vite interessanti e paesi lontani. Propositi di una vita migliore e confidenze di un equilibrio trovato ma tenuto nascosto, per timore dei giudizi (che pena! ).
Omini e donnine  tanto stressati da non riuscire a pazientare nemmeno quei 3 secondi che l’ascensore ormai datato impiega per la puntuale sosta, un piano sotto quello desiderato.
La fuga dalla città, puntuale ad ogni weekend.
Se sapessi dipingere ne farei un quadro, futurista e un po` surreale. Un osservatore guarderebbe da una collina in fondo, col mare blu all’orizzonte.

Buona vita.
Io non mi allineo.

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One Comment leave one →
  1. 13 marzo 2011 10:12

    Uhhhhh, come mi immedesimo. Il mio quadro è: una donna guarda col cannocchiale il mare da dentro una cella.
    LaStancaSylvie

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