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Un grande sogno di un altro paese

12 febbraio 2011

Scrivevo Sarebbe  bello a Settembre 2009. E’ stato uno dei primi post di questo blog.

Oggi sembra finalmente che l’infimo livello che caratterizza la scena politica e, più in generale, la società (che poi è la gente che ci stà intorno, cos’altro?), stia alimentando in molti la convergenza verso quei concetti che alcuni promuovono già da un pò. Scrivevo di Jacopo Fo, del MES, di Grillo, del MDF. Poi, naturalmente direi, ho scorto le stesse idee in molti tra quelli che gravitano attorno al “movimento” del downshifting e del Cambiamento, in senso più generale.

Il 5 febbraio al palasharp di Milano, Roberto Saviano è stato applaudito da 10.000 persone mentre diceva: “l’amore verso qualcosa di nuovo non l’abbiamo risposto in qualcosa ma contro qualcosa [….] ci manca un grande sogno di un grande paese, un progetto vero e nuovo che potesse riconoscere una diversità […..] forse è giunto il tempo di poter pensare a ciò che siamo e ciò che vogliamo”.

Difficile, credo impossibile, commentare questo splendido intervento. Vale solo la pena di goderselo e poi rifletterci un pò su….

E allora buona visione e buona vita.

Io non mi allineo.

P.S. giovedì 17 febbraio Maurizio Pallante sarà a Palermo, per un incontro – dibattito organizzato dal Movimento a 5 Stelle della città.

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5 commenti leave one →
  1. Pepperinix permalink
    13 febbraio 2011 00:26

    Narrare una favola, il più delle volte serve per scoprire cosa c’è dietro quel racconto, magari fantastico o idealizzato e riflettere sulla morale che da questa ne viene tratta.
    Il problema poi sta nell’interpretare la morale, a seconda di quella che ogni uomo ha poi dentro sè …. e proprio qui sta il bello …. che ogni tanto c’è chi trae conclusioni differenti magari dalla maggior parte che la vedono in altra prospettiva, cè chi si accoda, chi no, chi riesce a superare i propri limiti, chi si batte per il suo punto di vista, pur sapendo che è sbagliato, c’è chi si rassegna a non sperare di trovare una morale perchè di fatto in un paese come quello nostro il ” bel paese” ci si trova immersi in un favola senza lieti FINE…. dove veramente al peggio non cè mai FINE, dove il FINE non si sa da dove inizi, dove FINIRA’ e quando.
    Vogliamo essere realisti, vogliamo ancora raccontarci FAVOLE???
    Sembriamo veramente INCANTATI di fronte agli accadimenti non solo politici, anche sociali e che inevitabilmente influiscono in una certa misura anche nelle nostre vite, e non sapppiamo più relazionarci ad esse con la voglia di prendere la nostra forza in mano e sapere di poter combattere per il nostro futuro e la nostra STORIA anche quella passata di cui abbiamo perso le origini….. e forse allora rimanere sospesi nelle favole e non reagire non destarci dall’assopimento dei fantagossip mediatici…..
    Siamo ITALIANI Identità rubate e derise….. cosa vogliamo???? Continuiamo a scrivere la parola FINE che però non da il significato di SVOLTA ma bensi che non ci sta proprio nulla da fare…. è FINITA.

  2. Pepperinix permalink
    12 febbraio 2011 21:00

    la realtà vuoi saperla????
    E difficile raccontarla in due parole ma tenterò di partire dal post maxi processo tenutosi a Palermo in cui vi furono le prime condanne di mafia … già la Mafia, questa strana bestia… che io combatto anche col coraggio di indossare un uniforme e fare il mio dovere fino in fondo solo perchè credo nella cieca convinzione che facendo il proprio dovere ognuno nella sua parte e nel proprio ambito, si possano davvero cambiare le situazioni REALI che sono state stravolte dal tempo, dai fatti criminali e dai fatti socialmente rilevanti e penosi che hanno dato come giusto prodotto questo risultato…. un ITALIA che odora solo di SCENOGRAFIA —- FINTE ILLUSIONI che si sono perpetrate nel tempo da quando si raffigurarono le prime vittorie dello Stato contro LE MAFIE e la storia ci insegna che prorio qui nel meridione vi è l’indiscussa sede dell’inizio delle MAFIE delle criminalità che poi si sono anch’esse evolute e DIRAMATE ma l’unica MATRICE è da ricercare nella POVERTA’ delle menti dislocate negli anfratti di questa terra del SOLE che sa farsi amare quanto farsi odiare, perchè la gente di questa terra LASCIAMELO DIRE, non vuole cambiare poi cosi tanto….. Abbiamo avuto bisogno dela MAFIA delle stragi, delle uccisioni di persone innocenti per avere uno scossone e inventarci le ANTIMAFIE…. è una BATTAGLIA persa a priori prechè questa gente che alimenta la malavita HA LA VITA FACILE…..
    Quanti blitz sono passati nella storia….. a DECINE… DECINE…. CENTINAIA e senza nessuna destabilizzazione …. solo nel 2010 il ricavato delle MAFIE poteva STBILIZZARE il deficit dello Stato…. e non voglio essere prolisso nel ricordare altri avvenimenti ….. ma solo dire che la NOSTRA dovrebbe essere una battaglia CULTURALE….. 4 persone su 10 a Palermo sono analfabete (Aurispes – Ansa gennaio 2011) e se parli con queste persone di cose la Mafia ti dirà che è una cosa bella su cui affidarsi ed è proprio a queste persone che si rivolgono i politici quelli che TI – Ci COMANDANO e che fanno in modo che le cose restino così come sono solo per vedersi rimpinguare le proprie tasche…. NON SONO AFFATTO RASSEGNATO E NON PERMETTO A NESSUNO DI ETICCHETTARMI COME UN PANTOFOLAIO STESO NEL DIVANO…. io ogni giorno ci metto la faccia e la FIRMA per combattere il sistema non certo mi iscrivo ad un’associazione la quale con la mia adesione non farà altro che pretendere futuri finanziamenti regionali asseggnatigli tanto per far calmare un po le acque….
    La realtà bisogna effettivamente guardarla in faccia e non voltarsi dall’altro lato….. o stare comodamente seduti e scambiarsi le opinioni tra chi condivide una stessa linea di pensiero ….. combattre l’arretratezza culturale signica anche stare in PRIMA LINEA

    • iononmiallineo permalink*
      12 febbraio 2011 23:17

      Fai bene a non permettere a nessuno di darti del pantofolaio nè tantomeno del rassegnato. Bene perchè, da quel che leggo, profondi il tuo impegno ogni giorno.
      Inoltre, chi scrive con tanto ardore e conosce così approfonditamente i fatti e la storia, non può esser rassegnato.
      Perchè, peró, stiamo discutendo di questo? Perchè stiamo usando tempo ed energie per discettare su “chi è più impegnato e quale impegno è più importante”? Perchè, invece, non stiamo discutendo di come fare in modo che l’impegno si tramuti in efficace contributo al cambiamento? Perchè, ancora, continui a scrivere ch’è una battaglia persa?
      Col tuo sminuire il ruolo ed il modus operandi delle associazioni, offendi l’onesto ed accorato impegno di tante oneste persone. Non mi sembra giusto.
      Smettiamola con l’esaltazione delle differenze tra noi. Puntiamo piuttosto ad unire le forze!
      Buona vita.

  3. Pepperinix permalink
    12 febbraio 2011 18:24

    … i sogni sono solo sogni…. il mondo onirico non è il mondo reale….. vedo solo gente che scuotendo coscienze poi si gira dall’altro lato e scuote le tasce sentendo rindindare le loro monetine…. non sono pessimista…. realista…. .

    • iononmiallineo permalink*
      12 febbraio 2011 18:49

      Realista? Direi più, rassegnato. La rassegnazione uccide. Uccide i singoli ed i popoli. Distrugge il presente ed anienta il futuro.
      Lascio a voi la rassegnazione e gli alambicchi “realisti”, ripetuti, perpretati sul divano di casa.
      Io vado al mondo, a vivere, ogni giorno. A dare il mio contributo per un mondo ed un futuro migliore.
      Buona vita, a chi c’ha ancora voglia di viverla.

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