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Un anno dopo

21 dicembre 2010

Mi fanno notare che latito dal blog ed è vero. Sarà un male o un bene?

Un amico, all’inizio della mia avventura lontano dalla grande città, mi disse che considerava un bene leggere pochi post sul blog. Intendeva dire che prendeva la latitanza dal pc come un segnale stavo facendo altro, magari vangavo l’orto per metter a dimora i piselli o i cavoli. Condivisi quell’affermazione.

In effetti, dato che non sono uno che scrive molto alla sera (quando preferisco ascoltar musica o leggere un libro), la mia produttività di post cala vertiginosamente tanto più le mie giornate sono piene. Ultimamente le mie giornate sono state piene sul serio ma l’affermazione del mio amico è ancora applicabile?

Un anno fa ero su una nave che riportava me e la mia casa (suddivisa in una miriade di scatole ed imballaggi vari) in Sicilia. Iniziavo una nuova avventura, fiducioso. Non avevo idea di come sarebbe andata ma ero certo che qualcosa di buono avrei fatto. Ad ogni modo, stavo lasciando un posto ed una condizione di vita che non riuscivo più a tollerare. Ero felice alla ricerca di maggior felicità.

Oggi, un anno dopo, sono ancora felice ed ancora alla ricerca di maggior felicità. Questo sentimento non è cambiato e credo non cambierà mai. Non credo d’esser uno da “ho traguardato tutti i miei obiettivi”. Nel momento stesso in cui sto per metter piede sulla meta, questa diventa una tappa verso una meta ulteriore.

Ad ogni modo, la mia vita è cambiata parecchio in quest’anno. Ecco come.

Lavoro. Ho smesso di avere velleità carrieristiche (che l’azienda è abilissima a stimolare, anche se non le hai di tuo) e di passare le giornate svolgendo mansioni comunemente ritenute “di prestigio” ma che in verità si discostano molto da quello ch’è riportato sul biglietto da visita (Environmental geologist), che è anche quello che mi piace fare nella vita. Adesso sono “imprenditore di me stesso” (quindi non ho nessuna posizione da scalare, sono CEO ma anche stagista….) e mi occupo essenzialmente di aspetti tecnici. Giro un bel pò per lavoro, altra nota positiva per uno cui piace viaggiare.

Qualità della vita. Vivo in campagna, in Sicilia. Finalmente ho un orto tutto mio e mi godo il tramonto sulle Egadi alla sera. Impiego 3 minuti per andare in ufficio, da casa. Posso permettermi di avere 3 cani che adoro, anche perché se mi assento qualche giorno c’è sempre qualcuno che se ne prende cura per me. Quando resto a casa non sono circondato da 4 mura e non mi annoio mai. In campagna c’è sempre qualcosa da fare e poi qui molte attività da “tempo libero” sono gratis, non devi per forza guadagnare una cifra a 5 zeri l’anno (o esser single)  per potertele permettere. Ciononostante si può far di meglio. Un anno fa avevo bisogno solo di questo. Oggi vivere a 100 km da una città mi pesa un pò, anche perché la tendenza dei paesi dormitorio è ormai purtroppo diffusa ovunque ed anche in Sicilia i paesi non offrono un granché. Nelle prossime settimane quindi mi sposto nuovamente. Il contesto non cambierà molto ma sarò a pochi km da una “grande città”. Dovrebbe esser la scelta giusta, almeno al momento. Poi, chissà. Vi racconterò. Milano mi manca un pò per via del fermento culturale. Certe cose qui sono ancora lontane. Mi manca per l’apertura mentale della gente e la multi-culturalità. Internet ed i libri suppliscono egregiamente.

Affetti. In Sicilia ho ritrovato tanti vecchi amici, quelli che non sono andati via. Altri li ritrovo via via, altri ancora torneranno, alcuni non torneranno mai. Ho ritrovato il piacere (e, a volte, anche i lati negativi) di vivere vicino alla famiglia (quella allargata, tipica di queste parti) e sto partecipando, come posso, alla crescita di un bambino (mio nipote) che altrimenti mi avrebbe conosciuto solo come lo zio di Milano. Lì ho lasciato dei grandi amici, anche qui il lato negativo della scelta. Nutro sempre la speranza che le scelte di vita, seppur diverse, ci portino un giorno a vivere in luoghi non troppo lontani.

Tre soli punti ed anche molto semplici (o banali), direte. Beh, tanto mi basta.

I miei programmi per il 2011 includono un corso di vela, riprendere in mano la chitarra, un orto un pò più ricco, un pò di tempo in più da spendere con gli amici e diversificare ancora un pò l’attività professionale, magari condividendo onori ed oneri con uno o due colleghi. Vi terrò informati da queste pagine.

Con determinazione ed impegno, si può fare molto. Certo non tutto ma questa non deve mai esser la ragione per rinunciare alla propria felicità, alle proprie idee, ai propri sogni.

Per inciso, non fatevi spaventare da quei quattro imbecilli che bivaccano per le stanze del potere. Stanno solo tentando di farvi rimane tutti a casa, alla sera. Non sentitevi attaccati perché nessuno per fortuna ci vuole attaccare, ricordate piuttosto la “lezione” di H. Goring a Norimberga.

È ovvio che la gente non vuole la guerra. Perché mai un povero contadino dovrebbe voler rischiare la pelle in guerra, quando il vantaggio maggiore che può trarne è quello di tornare a casa tutto intero? Certo, la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra e neanche in Germania. È scontato. Ma, dopo tutto, sono i capi che decidono la politica dei vari stati e, sia che si tratti di democrazie, di dittature fasciste, di parlamenti o di dittature comuniste, è sempre facile trascinarsi dietro il popolo. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre assoggettato al volere dei potenti. È facile. Basta dirgli che sta per essere attaccato e accusare i pacifisti di essere privi di spirito patriottico e di voler esporre il proprio paese al pericolo. Funziona sempre, in qualsiasi paese.

Rifuggite dalle armi di distrazione di massa. La vita è bella ma non infinita, non smettete mai di inseguire i vostri sogni, quali che siano.

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo.

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4 commenti leave one →
  1. 30 gennaio 2011 12:04

    Ma mica sarai sparito!
    LaStancaSylvie

  2. 16 gennaio 2011 23:18

    Direi che ne hai fatte di cose in un anno. Complimenti.
    LaStancaSylvie

  3. Adam permalink
    21 dicembre 2010 20:22

    Coraggio, determinazione, attaccamento alla propria terra, grande testa, grande cuore.
    Ma soprattutto, sei amico mio 🙂
    Un sincero abbraccio dalla Polonia!

    • 8 gennaio 2011 15:19

      La citazione di un gerarca nazista era l’ultima cosa che mi sarei aspettato mai di leggere su fuorirottaasuddovest, però ci sta tutta e ti ringrazio.

      Mi associo ad “Adam” dalla Polonia

      Sei amico mio!

      Un abbraccio inevitabilmente freddo e grigio (da una fredda e come al solito grigia Milano)…

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