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Il cane si morde la coda

17 settembre 2010

Dentro a sto mondo ci sono già, quindi lo sapevo….

Ammetto però che l’articolo di Beppe Grillo, “Non è un paese per giovani” mi ha comunque turbato e indotto ad una riflessione dall’esito poco scontato. A turbarmi non è il suicidio di un mio coetaneo, che non conosco ma col quale potenzialmente avrei potuto condividere tanti momenti della mia vita. Di lui non so nulla.

Mi turba invece la conclusione del ragionamento: “L’Italia è spaccata in due [….] tra giovani e vecchi. I giovani non hanno nulla perché i vecchi hanno tutto.”

Sono una persona fortunata (o forse ho incontrato la fortuna sulla via dell’audacia), ho un lavoro, una casa, una famiglia. Ho potuto scegliere che lavoro fare, dove e come vivere. Ho lasciato indietro cose che per molti sono solo una chimera, perchè non mi rendevano felice. Non ho avuto le spalle sempre coperte ma sono andato spesso allo scoperto, rischiando. Ho preso un bel pò di botte ma, alla fine, anche qualche bella soddisfazione.

Il mio giudizio, inevitabilmente, dipende anche dalla mia “condizione”; che vorrei definire normale ma, ahimè, devo definire “privilegiata”.

In diversi momenti della mia vita ho avuto la tentazione di andar via, all’estero. Ho anche cercato di trovare la via giusta per farlo. Poi mi è andata bene in questo strano paese e……sono rimasto qui. Ancora oggi, quando mi trovo ad affrontare l’argomento quelli che sono già andati, quelli che son tornati o quelli che pensano di andare, spesso mi trovo a simpatizzare per chi va e non per chi resta nonostante tutto. Spesso mi trovo anche a tentar di convincere qualcuno cui voglio bene a non tornare, nonostante la distanza renda sempre più difficile e raro ogni momento di vita insieme.

Fuggire e non combattere, in fondo, è la via più semplice. E dato che stare al mondo non è facile di per se, non vedo alcuna ragione per non percorrere la via più semplice ed abbandonare quella in salita.

Poi però osservo quello che sta accadendo intorno a me e mi rendo conto che in questo paese, di giovani brillanti ne incontro sempre meno. Non ne incontro quasi più nel paesino sulle colline in cui vivo ma faccio fatica anche ad incontrarne a Palermo ed a Milano. Ovviamente, di quelli col cervello in panne, gli imborniti, non mi curo.

Inoltre, essendoci passato, mi accorgo che chi va via perde anche le sue radici, perde parte di se. Diventa un’altra cosa, un’altra persona. Nel bene e nel male.

Tutto ciò a cosa ci sta portando?

Per ogni persona valida, brillante, ambiziosa (nell’accezione più nobile del termine, non mi riferisco certo a soldi e carriera) e sveglia che va via, che si allontana da me (da ciascuno di noi) aumenta la concentrazione relativa di imbecilli, imborniti, falsi e saltimbanchi. Aumenta la concentrazione di chi vive di reality show e non ha mai letto un libro, di chi acquista il nuovo SUV 3000 e non ha mai varcato i confini della provincia di residenza, di chi non si fa scrupoli a calpestare i diritti di chi gli sta intorno pur d’avere una promozione o forse solo il nuovo cellulare aziendale, di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. Questi, purtroppo, non si levano mai dai coglioni.

Io per primo ho vissuto in 4 posti diversi negli ultimi 6 anni e mi accingo a spostarmi ancora. Cerco ancora e ancora un posto dove vivere davvero bene ma non ho mai veramente lottato per rendere migliori i posti dove ho vissuto.

E’ vero che i giovani oggi hanno molto poco ma è anche vero che noi, i giovani, stiamo contribuendo a render peggiore questo paese. Vi stiamo contribuendo andando via e lasciando le nostre cose, la nostra terra, le nostre radici in mano ai peggiori. I peggiori non sono necessariamente i vecchi, anche se spesso è così. Spesso sono quelli ormai logori e privi di ogni morale a causa di troppi anni d’esercizio del potere. Potere, in tutte le sue forme, dai ministri ai funzionari del paesino di 3000 abitanti.

Il cane si morde la coda e, a furia di girare, rischia di fare davvero una brutta fine.

In fondo, però, al cane voglio (vogliamo) bene. Il cane è il posto in cui siamo nati, siamo cresciuti. Il cane, volenti o nolenti, ci ha resi quello che siamo.

Allora penso che valga la pena restare o tornare, comunque lottare. Penso che il suicidio non sia la soluzione ma nemmeno la fuga.

Penso che sarei davvero felice se potessi incontrare 100 amici, 100 persone sveglie e pulite, nel raggio di 100 km o magari anche di 1000, in un bel posto, dove brilla spesso il sole o anche nella nebbia della pianura padana.

Penso che per far si che ciò si realizzi, devo smettere di fuggire. Devo metterci del mio e lottare. Devo fare la mia parte.

Forse non è un paese per giovani, ma possiamo far si che lo diventi.

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo.

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2 commenti leave one →
  1. Anonimo permalink
    22 settembre 2010 01:53

    scendi in campo???

    un grande abbraccio,

    Ste

    • iononmiallineo permalink*
      22 settembre 2010 11:51

      scendo in campo? credo di no. penso però che chiunque abbia a cuore gli altri, oltre che se stesso, faccia politica ad ogni respiro.

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