Skip to content

Diario di viaggio, 12 Maggio 2010 (ovvero, un primo bilancio)

12 maggio 2010

Le statistiche di WordPress mi dicono, ormai da mesi, che la gente raggiunge questo blog cercando principalmente frasi come “peggiori disastri causati dall’uomo”. Se scrivessi un articolo che parla di zoccole, delle tipe di B. e di altre stronzate del genere, le statistiche probabilmente schizzerebbero in su. Questo mi aiuta a capire meglio il perchè dei contenuti dei telegiornali e mi ricorda anche perchè ho smesso di vederli. Parallelamente sono scomparse le ricerche su tags legati, in generale, agli stili di vita, ai movimenti, etc. In effetti, in un momento di tal confusione ed incertezza (o, diciamola tutta, in un momento del cazzo), mi pare un’ottima soluzione “buttarsi sul disastro umano”, su storiacce di zoccole e corruzione che distraggono ed allietano, dimenticando come al solito che gli artefici del nostro della nostra (qualità della) vita siamo noi e solo noi.

Ad ogni modo, dato che non mi frega un cazzo delle statistiche, non taggerò “zoccole”. Mi pare molto più interessante scrivere sul bilancio dei primi 6 mesi della mia nuova vita. E questo è quel che farò.

Alla fine del 2009 decisi di lasciare la vecchia vita da grande città-carriera-multinazionale-produci-consuma-crepa. L’andazzo generale delle cose ed alcune letture hanno certamente influito su (o, quantomeno, accelerato) questa decisione.

Cosa lasciavo e cosa mi aspettavo?

Lasciavo la vita spesa per il lavoro (tangenziale, ufficio, aperitivo, tangenziale – e via almeno 11 ore al giorno), il grigiore della pianura padana, il sabato la spesa, il giorno dopo…..(in chiesa no). In effetti, lasciavo una situazione in cui non capivo più s’ero vivo, morto o X.

La fase progettuale mi aveva portato ad aspettarmi molto meno lavoro (o comunque tempo speso in attività correlate al lavoro), vita da paesino in Sicilia, un sacco di tempo libero per fare quello che più mi piace e mi far star bene (coltivare un pezzo di terra, leggere, perdermi nei meandri della mente su un’amaca con una birra in mano mentre il sole tramonta sulle Egadi), circondato non più da gente stressata dall’azienda.

Certo non mi aspettavo una vita alla Perotti. La sua scelta è stata di procrastinare di molto l’Adesso Basta e poi rivoluzionare tutto d’un colpo (messo da parte il gruzzoletto). Io ho detto basta dopo soli 5 anni da dipendente, decidendo in 6 mesi. Io non potevo procrastinare. Ho sempre vissuto non riuscendo ad evitare di fare quel che m’andava e che mi faceva stare bene. Senza perder tempo in “obblighi” di qualsiasi tipo. E poi c’ha ragione Seneca: se vivi bene l’oggi non avrai rimpianti per le cose non fatte ieri nè paura del domani. Per questo non potevo e, forse nemmeno volevo, dire basta a tutto.

La decrescita si, ok. Io la coniugo a modo mio. Sono fortemente convinto che Pallante c’abbia ragione quando dice che potremmo lavorare meno se smettessimo di comprare cose inutili e di consumare più consapevolmente. Ringrazierebbero anche la terra e le generazioni future. Il modo in cui mi piace vivere, quello che mi fa star bene, non è però quello dell’isolamento in campagna. Odio gli sprechi, non mi faccio fregare dal modello produci-consuma-crepa, consumo consapevolmente ma, va da se, per vivere in questa società servono un pò di soldi.

E adesso, cosa ho ottenuto?

Ognuno di noi è bravo nel far qualcosa. Se si è capaci di far la scelta giusta, si è un pò audaci, disposti a mettersi un pò in gioco (e si ha ancora un pò di fortuna, innegabilmente), non è poi così difficile trovare lavoro. Ho smesso di esser un dipendente ed ho iniziato ad esser imprenditore di me stesso. Nel complesso, mi piaceva il lavoro che facevo. Ho deciso quindi di continuare, almeno in parte, su quella strada. Ho iniziato quindi a fare il consulente e, fin ora, ho da lavorare ben al di sopra delle mie più ottimistiche aspettative. Inoltre, esser fuori dall’azienda, anche fisicamente, è una gran cosa. Non ho questioni di principio contro l’azienda ma le dinamiche che si sviluppano dentro quei posti, tra le persone e tra esse e l’entità che produce profitto,  fanno davvero male alla salute. Se da un lato quindi lavoro anche più di quanto avevo “progettato”, dall’altro ho guadagnato la libertà data da non esser più un dipendente.

Di tempo libero ne ho abbastanza. Somma 3 ore al giorno (minimo) guadagnate grazie al fatto che casa – lavoro ci metto 5 minuti e torno a casa in pausa pranzo. 15 ore alla settimana, 60 in un mese. Tutto per fare quel che mi pare. In più, qualche giorno libero dal lavoro in più rispetto a prima e…..ho tempo di godermi il silenzio, di vagare tra i meandri della mente, occuparmi di orto e frutteto, di due cani, leggere un pacco di libri, stare con le persone care (di persona o online), addirittura di studiare per aprire altre porte al mio lavoro.

La gente che adesso incontro per strada (ah, quanto c’ha ragione Cacioppo) c’ha sempre voglia di fare due chiacchiere e, se non ci dò un taglio….basta con gli automi schizzati in metropolitana che s’incontrano tutti i giorni e non si salutano nemmeno, con gli iper-stressati da “ci metto 2 ore per arrivare al lavoro, ogni giorno”, con i frustrati da “non mi danno l’aumento” o “non mi fanno far carriera”.

Abito tra le colline verdi della Sicilia occidentale (che è anche il posto dove son cresciuto), a due passi dal mare, in una casetta in campagna.

Insomma, ho ottenuto quello che volevo. Migliorare la propria condizione, secondo i propri piacimenti, si può e si deve. Sempre. Resta il fatto che cambiare vita si può, se si vuole.

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. iononmiallineo permalink*
    13 maggio 2010 09:21

    Sai non credo d’aver fatto nulla di eccezionale. Ci vuole un pò di coraggio, quello si. Ad ogni modo, il primo e più importante passo credo sia quello di cambiare mentalità, atteggiamento. Di svegliarsi dal torpore e smettere di far girare la ruota con l’atteggiamento del criceto, inconsapevole. Fatto questo poi arriva la fase del progetto e poi ancora la fase esecutiva. Tu hai già cambiato mentalità e sei a buon punto con i progetti quindi…..ci sei quasi.
    Ti auguro buona vita (adesso che sei certa d’esser viva) ed in bocca al lupo per i passi successivi.

  2. 13 maggio 2010 08:31

    Sto sbavando sul monitor del pc. Devo darmi una mossa anche io, sono sempre qui ad incazzarmi, nonostante stia notando dei cambiamenti in postivo nel mio atteggiamento nei confronti del lavoro. Sto ancora sbavando. Wow, non so come commentare oltre.
    LaStancaSylvie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: