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Diario di viaggio, 16 aprile 2010

17 aprile 2010

Stasera sono reduce da una settimana nella grande città: Milano. E, com’è già capitato, sono contento d’esserci stato. Sono contento perchè, purtroppo, mi abituo facilmente e velocemente a quello che ho, quello che mi sono conquistato. E finisce che quasi lo sottovaluto. Passare qualche giorno nella grande città mi fa subito ricordare i motivi per i quali l’ho lasciata. Un settimana tra code interminabili, treno-bestiame (la metropolitana), cielo grigio, gente stressata e sempre di corsa e costi raddoppiati senza ragione (per citare solo alcune delle peculiarità che contraddistinguono questa città) mi fanno sentire forte l’attaccamento al paesino di 5000 abitanti sulle colline a due passi dal mare, dove nessuno c’ha fretta, il cielo è alto ed azzurro, l’aria è fresca, il paesaggio vario e sempre pieno di nuovi dettagli. Ecco perchè l’ho fatto, mi dico.

Lo stesso vale per l’azienda. Qualche giorno nei loro uffici e subito riaffiora il rigetto. Si, è vero, l’azienda è proprio un luogo dove degli adulti assumono comportamenti da bambini (facciamo a chi ce l’ha più lungo) e subiscono, di conseguenza, traumi da bambini (cazz che invidia, lui l’ha più lungo). Un luogo dove si inseguono logiche di solo profitto (forse anche giustamente, è un’azienda) mascherandole da logiche di opportunità per tutti, opportunità per la “nostra” azienda (mentre vi dimenticate della vostra vita).

L’azienda è la nuova religione monoteista. Condivide con le grandi religioni monoteiste la capacità di offrire alla gente la possibilità di un percorso ben tracciato, di un obiettivo ben chiaro alla fine della corsa, regole ben delineate, punizioni per i trasgressori, purgatorio per chi alza la testa ed inferno per chi quelle regole non le accetta. L’azienda, al pari delle grandi religioni monoteiste, ha svariati milioni di seguaci. La gente, la maggior parte della gente, ha proprio bisogno di questo: regole, percorsi, qualcosa che li tenga occupati gran parte della giornata, un obiettivo di altri al cui raggiungimento ci si può aggregare (assai più facile che averne uno proprio).

Non vorrei apparire snob, ma le orde di criceti che fanno girare la propria ruota senza capire quel che stanno facendo (se avessi la percezione che lo stessero facendo con cognizione di causa, ne avrei rispetto) mi danno proprio l’impressione di chi ha smesso di far uso del pensiero autonomo e mi sembrano proprio molto simili a chi recita a memoria tra i banchi di una chiesa senza capire ciò che dice, salvo poi insultare il proprio vicino di casa mezz’ora dopo la fine della santa messa.

L’azienda ha avuto la capacità di imporsi come modello dominante, soppiantando di fatto innumerevoli forme di arti e mestieri, quello che oggi chiamiamo il lavoro autonomo. Esattamente come le religioni monoteiste hanno avuto la capacità (almeno in occidente) di affermarsi su una miriade di pensieri diffusi in tutto il mondo (e spesso convergenti, seppur presenti agli angoli opposti del globo): dal paganesimo al panteismo, dal taoismo al confucianesimo, dalle divinità “agricole” dei maya alle divinità egizie, da Pitagora ad Eraclito, da Seneca all’infinito.

Se ne può dedurre che una moltitudine di bambini nel corpo di adulti, bisognosi di percorsi ben tracciati e da seguire ben allineati, siano i responsabili della diffusione a scala planetaria di modelli associativi di massa in cui uno comanda (che sia un dio o un CEO) e gli altri eseguono.

Praticamente, un gregge di pecore.

Gli stessi, di fatto, sono imputabili della scomparsa di una immensa e straordinariamente ricca varietà di pensieri e culture il cui comune denominatore era centrato nel rapporto tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e ciò che di reale lo circonda. Per questo, va da se, diametralmente opposti al monoteismo militar-allineato. Per questo, incredibilmente anarchici.

Stasera credo di esser parecchio incazzato con una gran parte dell’umanità, soprattutto quella occidentale. Ecco perchè l’ho fatto, mi dico.

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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One Comment leave one →
  1. 18 aprile 2010 07:16

    Eh già, tutto giusto. Io la mia rotellina la faccio girare da brava bambina quadro aziendale. Ma spero presto di riuscire ad allontanarmi da tutto ciò. Se penso che domani mattina mi aspetta il carro bestiame mi vien già da vomitare.
    LaStancaSylvie

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