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Diario di viaggio, 3 marzo 2010

3 marzo 2010

E vabbè, la politica è schifosa e fa male alla pelle, diceva Gaber. Un vero peccato perchè l’origine di questa “arte” e della parola stessa hanno un significato e nascondono un concetto molto più nobile. Bisogna però esser realisti ed a vedere le facce, a leggere le dichiarazioni, a studiare gli atti di governo, non si può proprio dargli torto.

Mi consola però vedere che, mentre la politica discute di cazzate, leggime, impedimenti, opere faraonicamente inutili, etc e mentre ci avviamo a passo veloce verso un nuovo fascismo, sempre più gente dice: adesso basta, fanculo. Certo, abbiamo per fortuna dei buoni fari (Grillo, Perotti, Fo, Pallante, tra gli altri) ma credo che ci sia un qualcosa che arrivi da dentro. Insomma, ci siamo stufati di questo sistema (politico, economico) ed abbiamo raccolto il coraggio per mandarlo a fanculo.

Molti tra quelli che conosco si appassionano alla cosa pubblica, pochissimi sono disposti ad impegnare tempo ed energie per essa. Come dargli torto. Lo chiamano disinteresse, allontanamento della gente dalla politica. E’ falso come la prescrizione divenuta assoluzione. La gente non è disinterassata, ma solo schifata. La gente, credo, ci tiene alla salute della propria pelle e preferisce convogliare le energie per il proprio personalissimo progetto di vita fuori dal sistema. Come dargli torto.

Si, direte, così però è la vittoria dell’individualismo e non resta nessuno ad occuparsi del bene comune. Dov’è andato a finire il “posso esser felice solo se lo sono anche gli altri”? Beh, direi che nel personalissimo progetto di vita di ciascuno, gli altri ci sono sempre. Sono solo una limitata fetta della società, “il mio giro”. Somma e somma, gli individualisti che scelgono una vita diversa ed il loro giro, contaminato da queste idee, stiamo diventando in tanti. E’ un nuovo modo di far circolare le idee, un nuovo modo di fare politica (nell’accezione più nobile del termine), lontano anni luce dal palazzo.

Io continuo a portare avanti l’attuazione del mio progetto di decrescita. Alterno le giornate in ufficio a quelle tra i campi. Ieri l’orto mi ha dato la prima soddisfazione (seguirà post agri-politico dedicato). Domenica grazie ad un clima prematuramente primaverile, mi sono goduto la prima giornata al mare. Continuo a dedicarmi ai miei cuccioli e strimpello con piacere la chitarra. Se la biodiversità è l’indicatore di qualità dell’ambiente, la varietà delle attività che riesco a fare nel corso della mia giornata mi sembra un buon indicatore della qualità della vita. Penso ad un neologismo per descrivere questa cosa.

Il sole primaverile e l’aver chiuso le porte ai telegiornali ed ai talk show mi aiutano a mantenere la qualità della pelle. Percepisco che questo stia avendo un’influenza, seppur nei limiti, sul mio giro. Mi fa ben sperare.

Aggiungo, in questo post un pò sgangherato, un consiglio per una lettura di fine inverno. Chuang Tzu (o Zhuangzi o ancora Maestro Zhuang), libro che prende il titolo dal nome dell’autore, uno dei principali maestri taoisti. Scritto oltre 2300 anni fa, contiene delle vere perle che danno il là a mille spunti di riflessione.

A Marzo, se nella mia regione ci fossero le regionali, voterei un candidato uscito dalle liste del Movimento a 5 stelle. Ma questo, come dice un tale che conosco, è un altro paio di mutande.

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo.

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