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Lettera a Babbo Natale

20 dicembre 2009

Caro Babbo Natale,

nei miei desideri per il Natale c’è davvero poco da aggiungere alla lettera che ho trovato su di un sito web (te la riporto integralmente così farai meno fatica a capire).

Aggiungo solo che meno male che esitono loro a darci ancora la speranza di poter partecipare al cambiamento radicale di questo paese.

Mi auguro che a voler partecipare al cambiamento siano in tanti, perchè di tanti c’è bisogno.

Mi auguro che a svegliarsi siano in tanti, perchè non si può davvero pensare di accettare con sonnolenza la morte della democrazia in questo bellissimo paese (e non credo sia un’esagerazione, dato che di fatto il parlamento, ovvero l’assemblea dei nostri eletti, è stato esautorato delle sue funzioni). Certo si potrebbe anche discutere dell’efficacia e dell’opportunità di un sistema democratico come quello attuale (magari di questo parlerò alla Befana, che non voglio metterti addosso troppe pressioni), ma a farlo deve esser il popolo e non un manipolo di malati di potere che vorrebbero tanto ridurci a loro dipendenti.

Mi auguro che nessuno in questo paese sia ancora talmente ingenuo da pensare che questa epoca sia davvero tanto diversa dalle epoche che oggi, nei libri di storia, definiamo regimi.

Che ne dici? Pensi di potermi aiutare a realizzare questi desideri? Lo so che non sono i soliti desideri che ritrovi nelle lettere che ti giungono, ma tu non trovi che si possa essere liberi e felici solo se sono anche gli altri? Il mio desiderio è esser libero e felice ma non credo di poterlo realizzare fregandomene degli altri ed in uno stato in cui in troppi desiderano solamente l’esercizio del massimo potere su di noi.

Finisco col dirti che, sono certo, tanti altri avranno espresso questo desiderio…ci potresti accontentare con un regalo comune.

Comunicato politico numero trenta

Le parole sono pietre, pesano molto di più del modellino del Duomo. I lanciatori di pietre non hanno più nessun freno. I “servi di Silvio” indicano ogni giorno nuovi “terroristi mediatici” come bersagli da abbattere. Possiedono il 99% dell’informazione, sommando anche il Pdmenoelle, e si spaventano dei media. Incapaci assoluti, oltre che monopolisti. Il loro capo sta fuggendo in Svizzera (per farsi il lifting) come fece Mussolini nel 1945. Benito fu fermato a Dongo travestito da tedesco. “Colui che ama”, travestito da mummia, passerà invece la frontiera, come hanno fatto in largo anticipo suoi danèe. Chissà se ritornerà? Lo aspettano i disoccupati, i precari, gli emarginati, i fratelli Graviano, Spatuzza, le toghe rosse, Travaglio, Mills, Kriptonite Di Pietro, Salvatore Borsellino, Genchi, il debito pubblico e il fallimento dello Stato. Tutti amanti appassionati. Ci sono milioni di persone rese schiave dai media che stanno per svegliarsi ad un tratto da un bel sogno d’amore. Schiavi che potrebbero trasformarsi presto in gladiatori moderni. Spartaco era un guerriero trace, fu ridotto in schiavitù e costretto a combattere da gladiatore. Si ribellò e il suo esercito di uomini liberi fu sconfitto dai soldi di Crasso (secondo la rivista economica Forbes, uno degli uomini più ricchi di ogni epoca con un patrimonio, valutato al 2008, di 170 miliardi di dollari). Crasso morì, anni dopo, costretto a bere oro fuso. Nulla di nuovo sotto il sole d’Italia, tranne l’esito del confronto. E’ ovvio che questa volta vincerà la Rete, questione di tempo. Il MoVimento a Cinque Stelle ha per ora un suo “Non Statuto“, un suo Programma, consiglieri comunali in molti capoluoghi di provincia e ha contribuito all’elezione di Sonia Alfano e Luigi De Magistris in Europa. La prossima settimana partiranno le iscrizioni on line, presto sarà attivo un sito del MoVimento e i candidati regionali per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Campania si presenteranno sul sito. Loro, i nostri dipendenti (!?), ci vogliono schiavi, ma noi siamo i cittadini di una nuova democrazia in cui “ognuno conta uno”. In Italia la democrazia non c’è mai stata, solo una sua pallida caricatura, è il tempo di provarci. “Nel 73 a.C. l’Italia romana era una foresta secca nel pieno della canicola estiva. Spartaco accese un fiammifero”(*). La Rete, nel 2009 dopo Cristo, è il nuovo Spartaco e l’incendio democratico è alle porte. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

dal Blog di Beppe Grillo.

Buona vita a tutti (in attesa di Babbo Natale….)

Io non mi allineo

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