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Diario di viaggio, prima pagina.

7 dicembre 2009

Oggi 7 dicembre a Milano si festeggia il santo patrono. Ponte lunghissimo. Tutti a sciare.

Oggi io inizio a scrivere e pubblicare il mio diario di viaggio, un diario dentro al diario. Ciò che scriverò in questa sezione del blog sarà ancor più personale del resto, sarà il racconto di ciò che accade durante questa nuova tappa del mio viaggio.

Oggi inizio col diario ma la mia nuova vita non è iniziata oggi. “Domani sarà il primo giorno del resto della mia vita” l’ho pensato diversi mesi fa. L’ho pensato il giorno in cui mi sono reso conto di aver perso di mira gli obiettivi che avrei voluto raggiungere veramente: vita di qualità e felicità. L’ho pensato il giorno in cui mi sono reso conto che, continuando sulla strada che avevo intrapreso, non avrei mai potuto guardare al ieri senza rimpianti nè guardare al domani senza timori. Era tutto un “avrei potuto ma…..” e un “speriamo che domani riuscirò a….”. Assenza dell’oggi. Capita così quando ti ritrovi ad inseguire, insieme ad un gregge numerosissimo, più soldi e più potere. Vivi in apnea contando di godere domani della vita dura (e spesso da stronzo) fatta oggi. Alla sera guardi alla giornata che sta per finire con un rimpianto in più.

La mia nuova vita è iniziata nell’esatto momento in cui ho iniziato la fase progettuale del cambiamento. Ci tornerò tra poco.

Oggi, comunque, inizio il mio diario perchè ho qualcosa da dire. Ne approfitto per chiarire che non sarà un diario giornaliero. Non prendo nessun impegno. Non ci sarà una frequenza prestabilita. Scriverò quando penserò d’avere qualcosa da raccontare e da condividere.

Torniamo alla progettualità ed al perchè cambia la vita. Succede che, fatto 100 il numero delle persone che vedo con una certa frequenza, la maggior parte di questi sono in uno stato di iper-stress misto a depressione per la mancanza di….soldi a sufficienza (per farci cosa poi?), riconoscimenti a sufficienza (da chi? dagli stessi stronzi che non ammiri?), potere a sufficienza (per far che? il potere, se non sai sottrarlo ad un altro, probabilmente non sai nemmeno esercitarlo). Tendono, quasi sempre invano, a questo. Anche quando raggiungono uno di questi obiettivi, si rendono conto prestissimo che non basta ancora e quindi…..ripartono per nuove apenee. A questi si aggiungono quanti hanno smesso di credere alla favoletta soldi-fama-potere ma sono drammaticamente caduti nel “tanto di meglio non trovo”. E’ una morte un pò peggiore. Non so se ero proprio così ma mi ci ero avvicinanto tantissimo.

Gli unici che non sono in uno di questi stati, sono quei pochi che hanno un progetto. Progettano di uscire dalla ruota cigolante dentro la quale giravano come criceti imborniti e nella quale, svanito il sortilegio, non riscono più a starci dentro.

Parlo di quelli che hanno un progetto concreto, non quelli che sperano di vincere al superenalotto o parlano di aprire il baretto sulla spiaggia ai caraibi. Parlo di quelli che non si rassegnano (e spero non lo faranno mai) a fare di tutto per raggiungere il massimo grado del loro equilibrio, della loro serenità, della loro felicità. Parlo di quelli che non si rassegnano a farsi vivere ma vogliono ancora vivere.

Un progetto di vita come inizio della nuova vita quindi. Non mi sembra, purtroppo, banale. Quale che sia il progetto, l’ho già detto, non conta. Ad ognuno il suo. Paradossalmente anche più soldi e più potere può esser un progetto, l’importante è che sia una scelta consapevole (con tanto di valutazione costi – benefici) e non l’inserimento in un gregge.

La seconda considerazione che voglio condividere ha a che fare con la decrescita, l’ecologia ed il buon senso. La casa che ci ospiterà una volta a destinazione (di questa tappa almeno) sarà, per scelta, riscaldata da una stufa a legna. La scelta trova motivazioni nel fatto che il combustibile è ecologico (potature degli alberi in loco piantati e manutenuti per avere il combustibile stesso), economico (gratis se te lo raccogli da solo), di facile approvigionamento (fanculo alle guerre per il petrolio ed il gas di cui, volenti o nolenti, tutti gli utilizzatori di questi combustibili, me compreso, sono complici). Per l’acqua calda e l’elettricità ci penserà il sole, ma questo è un altro discorso del quale riparleremo.

Accade che leggendo, curiosando e chiedendo in giro per capire quale fosse la soluzione più adatta alle mie esigenze, scopro come la “globalizzazione” sia arrivata a conquistare anche questa nicchia del mercato. Scopro che, sembra incredibile, anche per questi combustibili siamo dipendenti dall’estero e, in particolare, dai paesi balcanici e dalla russia. I pellets arrivano tutti dai balcani. La legna dalla russia. I venditori, ignari, si vantano di questa cosa come fosse una figata. La legna russa è davvero ottima, mi dicono. Scorcertante.

Mi chiedo che paese sia quello che continua a consentire l’aumento spropositato del numero dei disoccupati (siamo a 2 milioni), l’aumento spropositato dell’inquinamento (anche grazie alla cementificazione ed a quei camion carichi di tutto quello che potremmo avere in loco ma importiamo), il continuo impoverimento della gente (vedi aumento continuo dei prezzi, energia compresa), senza porvi alcun vero rimedio.

Piantare più alberi, manutenerli, produrre legna (e pellet se proprio non riusciamo a farne a meno), utilizzarli direttamente o venderli sul mercato locale. Non sarebbe la soluzione di tutti i problemi, certamente. Sarebbe però uno dei modi per iniziare un nuovo corso. Sarebbe un paradigma diverso dall’attuale, più ecologico, maggiormente teso alla cosapevolezza, alla serenità, alla felicità, alla libertà. Sarebbe un paradigma da applicare a mille altri prodotti e settori dell’economia. La legna nella mia stufa sarà a km zero, ovviamente.

Un progetto di vita da realizzare accompagnato dall’idea fissa di contribuire a cambiare veramente le cose, con le azioni e con le idee. Questa è la prima pagina del diario, questo l’inizio o se volete la premessa di questa storia.

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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2 commenti leave one →
  1. iononmiallineo permalink*
    10 dicembre 2009 16:11

    io per il Partito Dellaminchia non c’ho mai votato ma capisco benissimo il tono infuriato e deluso del tuo commento.
    Ricordi Gramsci? “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.”
    Facciamolo. Agitiamoci, organizziamoci, studiamo. Smettiamola, aggiungo, di sperare in questi qua.

  2. 10 dicembre 2009 13:25

    per iniziare, un solo breve commento. in che paese siamo? nel paese in cui il PD da l’appoggio esterno al governatore Lombardo in Sicilia. Ecco in che paese siamo.

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