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Panem et circenses

20 ottobre 2009

I dati sulle trimestrali e sul valore azionario di Intesa San Paolo, Unicredit, Unipol, Goldman Sachs, Fiat, i cementificatori italiani (Buzzi Unicem ed Italcementi), ENI e tanti tanti altri sono strepitosi e superano perfino le più rosee previsioni.

Su come fanno le banche a non esser mai in crisi (a parte qualcuno che chiude ma per ragiorni “diverse”) bisognerebbe parlarne lungamente. Io faccio già fatica a leggerne, figurarsi a scriverne. Rimando comunque a letture ormai classiche come €uroschiavi (Della Luna e Miclavez) o più moderne come Castelli di Carte o Due Cents. Per inciso la trimestrale di Goldman Sachs ha registrato 3 miliardi di dollari di utile. Fiat vola grazie alle nostre tasse, magicamente tramutate in eco-incentivi. Producendo le auto in Polonia e vendendole a caro prezzo, al netto degli ecoincentivi, in Italia. I cementificatori ringraziano Cappellacci e Matteoli, per ENI….si sa.

Questo ragionamento, fino a qualche anno fa, era spesso accompagnato da un “meno male” dovuto all’equazione: salute delle banche = salute dell’industria = posti di lavoro. Ma oggi no.

La (finta) crisi, infatti, creata ad arte togliendo liquidità ai mercati, ha avuto il voluto effetto di spiengere al massimo la delocalizzazione dell’industria (non solo Italiana) in modo da massimizzare i profitti riducendo i costi. Oggi, con pochissime eccezioni, chi non ha ancora delocalizzato e non è in crisi (ma non lo dice), come minimo taglia di netto i costi dicendo: “eh eh, la crisi….”.

La crisi è una farsa. Qualcuno mi spieghi altrimenti perchè, secondo gli ultimi rilevamenti Istat, la produzione industriale in Italia cala di circa il 20% su base annua (in Italia, ripeto) mentre le medesime aziende fanno trimestrali record e volano in borsa. Il PIL continua ad andare giù (e non perchè aumenta il BIL, ahimè) insieme all’occupazione (380.000 posti di lavoro persi in un anno) mentre i big dell’industria fanno affari (Fiat acquista Crysler e scala Opel mentre chiude gli stabilimenti Italiani) e quelli della finanza aumentano il loro potere.

Non solo. Ma in un momento di (dichiarata) crisi nera, come si spiega l’aumento spropositato del prezzo del petrolio e dell’oro? Solo causa di una (voluta) debolezza del dollaro? Ma poi perchè la FED dovrebbe volere la debolezza del dollaro?

Sarà mica che le banche private, già proprietarie delle banche centrali (ti sconvolge questa affermazione? pensavi davvero che la Banca d’Italia fosse pubblica?) e quindi della sovranità degli stati, sono diventate ancora più voraci? Oppure hanno capito che tanti iniziavano a capire ed hanno deciso di tagliare le gambe a possibili oppositori in anticipo? Oppure ancora loro, che di certo hanno informazioni più fresche delle mie, hanno un’idea chiara di quando questo modello economico e produttivo andrà in crisi e quindi stanno ammassando “provviste” per un inverno probabilmente lungo?

Come se non bastasse, secondo il Sole 24 Ore, poi parzialmente smentito (ma vedremo i fatti), la Commissione Europea sta pensando di imporre alle banche una limitazione di finanziamento all’acquisto di un immobile (mutuo) dall’attuale 80% al 40%. Attenzione, Commissione Europea = BCE, dato che quest’ultima, sebbene sia anch’essa una banca privata, ha da sola il potere di emettere moneta in Europa quindi, di fatto, controlla tutto. Comunque sia, quest’azione, se implementata, darebbe la stangata finale al mercato immobiliare ed a quel che rimane del patrimonio delle famiglie (quasi) tutto investito nel mattone.

Mentre Tremonti e Berlusconi si re-inventano sindacalisti rossi (“il posto fisso è un valore”) metto insieme un pò d’informazioni che mi confermano che dalla fine del 2008 (forse anche da prima) si è consumata la più grande inculata della storia alle mie spalle ed a quelle di tutti quanti vivono sul modello indotto dal mercato: produci (onestamente) – consuma – crepa.

In pratica hanno e stanno ancora riducendo la nostra libertà attraverso la riduzione (a volte annullamento) del potere d’acquisto. Arriveremo al punto di esser ridotti in totale sudditanza (per non dire schiavitù) per via economica in luogo della buona vecchia via della guerra? Finiremo con l’accontentarci di panem et circenses? I circences in Italia li abbiamo già….sembra che siamo in vantaggio sugli altri.

Se impedissimo lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere italiane con un prevalente mercato interno, vietassimo gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale, vietassimo l’attività politica a chiunque abbia interessi economici rilevanti fino all’ennesimo grado di parentela, abolissimo le stock option (che alimentano l’ingordigia di manager scorretti) mentre introdiamo una vera possibilità di class action (per fare il culo a chi ci prende per il culo), avremmo certamente più possibilità di non arrivare a tanto.

In fondo non siamo ancora convinti di essere il mondo libero? In fondo non abbiamo studiato e lavorato duramente per esser maggiormente liberi? O no? Ci accontentiamo di panem et circenses?

Il problema è: chi farà questo genere di cose? Chi farà questo genere di leggi? PdL? Figurati…..PdmenoL? Ma và….e secondo voi loro non c’entrano nelle banche? Solo il Movimento a 5 stelle c’ha un programma del genere e potete votarlo online con tanto di possibilità di introdurre nuove proposte.

Intanto che aspetto l’arrivo di un grillino a Palazzo Chigi, non cambio idea sul fatto che la libertà non ha prezzo. Soprattutto quella vera, non la libertà di acquistare l’ultimo telefonino che non mi serve.

Parlo della libertà di mandare a fanculo un prepotente o un imbecille anche se è il capo. Parlo della libertà di prendere un treno in corsa se quel treno mi attrae, quale che sia la direzione. Parlo della libertà di fare scelte importanti senza dover tenere sempre un occhio all’Euribor. Cose del genere, avete presente? Quel genere di cose che dite: mi piacerebbe ma il mutuo…..mi piacerebbe ma quando vado in pensione (se va bene a 70 anni)….mi piacerebbe ma con quel lavoro non ci arrivi a fine mese…..mi piacerebbe ma il volontariato non paga….etc etc.

Oggi queste libertà vengono sempre maggiormente meno e la tendenza è in peggioramento. Mi sembra ancora una volta che svincolarmi il più possibile dalla necessità di denaro, ovvero decrescere, sia l’unico modo per esser davvero libero per mia scelta e non, se il caso, per volontà di un altro. In quel caso sarei solo un libertus.

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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