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Sui vantaggi di un disincentivo (non uno a caso)

5 ottobre 2009

Nella bozza di programma del Movimento a 5 stelle, alla voce Economia, si legge tra l’altro: “disincentivi alle aziende che generano un danno sociale”.

Sono sicuro che l’intento primario di questo punto era quello di promuovere un disincentivo per i prodotti dannosi (bottiglie di plastica, automobili ed altre inutilità).

Ma credo che potrebbe facilmente estendersi a quelle aziende che producono un danno attraverso comportamenti, genere più aleatorio ma anche più subdolo e più dannoso di un prodotto.

Come si fa? Si mette in piedi una campagna del tipo Sputtaniamoli!, già promossa da Beppe Grillo per i politici che avevano gli scheletri nell’armadio e volevano tenerli nascosti.

Si consente a tutti quelli che lavorano in un’azienda o un ente pubblico, anonimamente, di sputtanare il loro collega che assume comportamenti socialmente dannosi (capo o non capo che tanto s’è un coglione capo ci diventa presto con questo modello). Un elenco non esaustivo dei comportamenti socialmente dannosi, a mio avviso, è:

  • arroganza (sò tutto io, tu non vali un cazzo);
  • manipolazione (convinciti che gli obiettivi dell’azienda coincidono coi tuoi);
  • scherno (in riunione alla presenza del responsabile di un progetto: “il tal progetto è gestito col culo” anche se non è vero ed è evidente);
  • promozione della competizione esasperata (se mi aiuti a fottere quel tale ti appoggio per la prossima promozione);
  • promozione del sospetto e della sfiducia nei colleghi (divide et impera);
  • maleducazione (rompere i coglioni alle 8 di sera, dopo 12 ore di lavoro di cui 4 di straordinario non pagato)

003896 L’elenco potrebbe esser lungo, allungatelo a vostra scelta.

Ovviamente non tutti i nominativi degli sputtanati potrebbero esser resi pubblici ma solo, ad esempio, quelli che si beccano la nomination dal 50% + 1 dei dipendenti che operano nello stesso ufficio.

L’adesione potrebbe esser spontanea per le aziende, con un incentivo molto allettante a chi aderisce per smascherare i furbetti che adulano il capo e maltrattano gli altri colleghi.

Vantaggi dell’iniziativa:

  • potremmo evitare di finire come in Francia (vedi l’attualissimo caso France Telecom e gli altri esempi riportati da Michela Marzano in “Estensione del dominio della manipolazione”) o in Giappone;
  • lo stato ci guadagnerebbe con la minore spesa sanitaria (antidepressivi, gastriti, ulcere), sempre che lo stato voglia ancora ridurla e non farla aumentare chè fa comodo al PIL;
  • le aziende si libererebbero degli stronzi, che sono dannosi alla lunga anche se certi A.D. pensano il contrario;
  • sempre le aziende potrebbero competere per la stupenda classifica dei: “io ho meno nominati per unità di personale” invece di quella cazzo di classifica di Italia Oggi stilata intervistando i dirigenti e non i dipendenti;
  • aumento della coesione sociale, della collaborazione in luogo della competizione, dei sorrisi, della felicità, della serenità con sicure (ci metto la mano sul fuoco) ricadute sulla produttività per le aziende.

Nonostante una marea di buonissimi motivi per aderire al Movimento a 5 stelle, questo mi sembra che possa da solo catturare un’incredibile quantità di consensi.

Buona vita a tutti (nonostante gli arroganti)

Io non mi allineo

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