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Oggi è nato un Movimento, ha ben 5 stelle.

4 ottobre 2009

Domenica 4 Ottobre, ore 15.30.

I riflettori si accendono sul palco del Teatro Smeraldo di Milano. Sul palco Beppe Grillo, il teatro è gremito ed il blog (dove si trasmette l’evento in streaming) stra-visitato. Tra i padroni di casa (come lui stessi ci ha definiti) c’erano, tra gli altri, Massimo Fini, Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Adriano Celentano. C’erano i comitati no-TAV, c’erano i Meetup, c’era Emergency, c’erano gli ingegneri della Nokia licenziati perchè la ricerca è stata spostata in India, c’erano gli studenti dell’ex liceo Gandhi, c’erano i rappresentanti delle Liste Civiche a 5 stelle eletti in varie città d’Italia.

Poco più di due ore dopo era nato il Movimento a 5 stelle, il movimento in cui “ognuno conta per uno”, il movimento dei cittadini 2.0, quello del programma in 7 punti. Il movimento dell’anti-politica (e meno male!!) che si pone contro l’anti-stato (ovvero quella cosa schifosa che prolunga leggi per imbavagliare, per rendere 4 cittadini diversamente giudicabili dagli altri, per aiutare i criminali a riciclare meglio i soldi sporchi).

In quelle due ore e poco più Grillo le ha sparate sui rappresentanti dell’anti-stato ed ha difeso Antonio Di Pietro (l’unico che ha avuto il coraggio di definire “escort da parlamento” quei 32 dell’opposizione che si sono imboscati alla votazione per lo scudo criminale) ma ha anche letto tutti i punti della bozza di programma (ognuno dei quali sarà portato avanti solo se gli iscritti lo vorranno), ha tuonato con frasi come: “non ci saranno persone che hanno problemi con la giustizia, persone che hanno più di due candidature e che sono presenti in altri partiti” e “voglio vedere la gente di 30 anni prendersi questo paese”.

Due ore e poco più davvero emozionanti, che hanno ri-dato a tutti la percezione che qualcosa si può ancora fare per cambiare le cose, che nessuno sarà solo nel sostenere le battaglie per uno stato più vicino alle reali esigenze dei cittadini (e non delle banche, delle multinazionali e dei potenti in genere). Oggi, dal Teatro Smeraldo di Milano, siamo usciti col cuore gonfio di speranza ma anche con la consapevolezza che, stavolta, tutto dipenderà dall’azione dal basso (ovvero dalla partecipazione di ognuno di noi) e che non vale a nulla la frase: “speriamo che questi facciano qualcosa di diverso”, troppo spesso spesa per un partito e troppe volte premessa per una delusione.

Non ci resta che attendere l’annunciata apertura delle iscrizioni al Movimento, ottenere la tessera magnetica corredata da password e cominciare a votare la bozza di programma.

Poi, il prossimo anno, il Movimento porterà dei candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Piemonte, forse anche in Campania. Le liste civiche continueranno a muoversi per le comunali….ed alle prime elezioni politiche il Movimento ci sarà.

Ci sarà col programma che avremo contribuito a scegliere….che ognuno di voi potrà contribuire a scegliere.

Grillo ed il Movimento continueranno a supportare ogni iniziativa per portare un cambiamento nei consigli comunali e nelle giunte regionali, purchè rispondente al programma condiviso.

Intanto da un pò di giorni i potenti del mondo continuano a dire che l’economia mostra segnali di ripresa sempre maggiori ma che, ahimè, la disoccupazione nelle nazioni (ex) industrializzate continuerà ad aumentare e sarà il vero problema che ci rimarrà dopo questa crisi. Vi rendete conto? Ci stanno dicendo in faccia quello che avevamo capito da tempo: è stato tutto un teatrino per spostare la produzione in Asia ed Africa salvo poi venderci i prodotti allo stesso prezzo di prima.

Voto a favore della voce della bozza di programma, al punto Economia, che recita: impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno.

Che s’inculino tutti quelli che s’arricchiscono sfruttando i lavoratori dei paesi poveri e vendendo agli occidentali-consumisti-anestetizzati che, poveri loro, comprano qualsiasi cosa senza chiedersi se quel tale produttore sia o non sia responsabile della caduta in disgrazia del fratello o del vicino di casa.

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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