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Se la lentezza amplia gli orizzonti, salva il pianeta e ci fa vivere felici

1 ottobre 2009

Da un pò mi frulla per la testa l’idea che ci debba essere una relazione tra la decrescita, il vivere con lentezza, l’economia intelligente e l’ecologia.

L’idea che l’attuale sistema economico sia assurdo e che ci vuole più senso ecologico nella vita sono concetti ormai assodati nella mia mente. Del resto ne vivo (ed anche voi ne vivete) le conseguenze ogni giorno, dalla vita personale al lavoro. Ricerca esasperata del profitto, consumismo inutile e dannoso, pessima qualità ambientale, mancata riconoscenza delle diversità di ciascuno per ricercare l’individuo (o la risorsa umana, sigh!) omologato e pronto a recepire tutto a cuor sereno…..vabbè che ve lo dico a fare?

Mi tengo informato sui temi della decreascita e di MDF da meno di un anno. Dalla fine di Agosto (grazie ad un programma radiofonico su Radio Rai mentre tornavo a casa da Alcatraz) conosco e seguo anche il movimento Vivere con lentezza.

Fin ora avevo la sensazione ma non riuscivo a visualizzare con chiarezza cosa queste idee avessero in comune. Ma nei giorni scorsi, dalle pagine di Terra Nuova di Aprile 2009, leggo un meraviglioso articolo di John Naish (giornalista del Times) che s’intitola Ecologia della mente. E luce fu!

John Naish affronta il tema delle implicazioni tra ecologia, economia, velocità e crescita economica partendo dalle informazioni che pervengono da nuove tecnologie mediche, come la risonzanza magnetica funzionale. Sembra, infatti, che la sovrabbondanza di stimoli che ci pervengono dalla società del consumismo e del continuo mostrare, oltre che dalla vita a tutta velocità, colpisca direttamente le parti più primitive del nostro cervello come l’amigdala. Al contrario, un’azione fatta con calma ed una decisione presa coi giusti tempi attivano le parti più evolute ed intelligenti del nostro cervello, che si trovano nel lobo frontale.

Un esempio classico è il cosiddetto rimorso dell’acquirente….dopo aver comprato una cosa d’impulso e di fretta poi arrivano i rimorsi quando ci prendiamo il tempo di pensarci su.

Un esempio non classico è la diffusione sempre maggiore di comportamenti primitivi, come la competizione spietata, nei luoghi di lavoro dove regnano fretta, stress e continua manipolazione della realtà, salvo poi ripensarci alla sera e sentirsi in colpa per il modo d’agire che abbiamo avuto durante il giorno.

Naish arriva a dire che viviamo un momento di crisi della materia grigia che potrebbe arrivare a fermare l’evoluzione della specie.

Le ricerche mostrano che le parti più evolute ed intelligenti del nostro cervello si attivano, oltre che con i giusti tempi, anche a seguito di dimostrazioni di gratitudine (fatte o ricevute) ed azioni di “volontariato”.

In pratica, l’attuazione dei 14 comandamenti di Vivere con lentezza favorirebbe un efficace uso della nostra materia grigia più evoluta, oltre che a ridurre di molto lo stress (ovviamente). Più lenti uguale più intelligenti.

I 14 comandamenti di Vivere con lentezza tratti direttamente dal blog.

1)  Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2)  Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3)  Se entrate in un bar per un caffè: ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell’uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in
ascensore)
4)  Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara…
5)  Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer…se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6)  Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall’altra parte della città
7)  Non riempire l’agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8)  Non correte per forza a fare la spesa, senz’altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9)  Anche se potrebbe costare un po’ di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10)  Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11)  La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12)  Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13)  Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14) Smettiamo di continuare a ripetere: “non ho tempo”. Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

L’uso della materia grigia più evoluta, è dimostrato, causa una naturale riduzione dei consumi, almeno quelli inutili. Ci si rende infatti conto che consumo uguale spesa, spesa uguale necessità di guadagno che uguale vincolarsi ad un lavoro a qualunque costo, anche se ci fa cagare! Questo ci priva della libertà (come le rate del mutuo o il finanziamento da pagare per il nuovo elettrodomestico) e ci rende irrimediabilmente schiavi del sistema. Di qui l’assioma che lentezza e maggiore uso della materia grigia evoluta vanno a nozze con le idee di decrescita.

La relazione tra decrescita ed ecologia è ovvia e non ho intenzione di parlarne oltre, sul sito MDF se ne parla ampiamente.

La relazione tra lentezza, intelligenza, decreascita ed ecologia da un lato e felicità dall’altro risiede in primis nel fatto che, se vivessimo di questi principi, avremmo più tempo per noi, per quanti ci stanno a cuore e per fare finalmente quel cazzo che ci pare! Almeno in una parte, cospicua, della nostra giornata. Smetteremmo di pensare, alla fine della giornata, che stiamo buttando via il nostro tempo ma che…..dobbiamo farlo perchè ci sono le spese da pagare.

Per non parlare poi dei benefici a cascata dati dal mostrare e ricevere gratitudine (come accadeva un tempo), dal fare del bene gratuitamente, eccetera eccetera eccetera.

Lascio aperte innumerevoli considerazioni conseguenti di questo ragionamento: tra cui le ragioni di tanta (voluta) frenesia, nella vita ed al lavoro.

Io intanto proseguo il mio percorso catartico che passa dalla sorpresa che ho provato nel leggere i 14 comandamenti di cui sopra e scoprire che fanno già parte del mio modo d’essere…..sarà per questo che i concetti della decreascita mi sembrano naturali e che non demordo dalla ricerca della felicità?

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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