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Creativi culturali primo partito in Italia

21 settembre 2009

Ricerche condotte negli Stati Uniti e poi in Europa dalla seconda metà degli anni novanta ad oggi hanno mostrato che il popolo dei creativi culturali è tutt’altro che minoritario ed anche in continua crescita.

Ma cos’è un creativo culturale? Eccone la definizione dal libro di Cheli (Docente Sociologia Università di Siena), Montecucco (Medico e direttore della rivista Cyber), Laszlo (filosofo e fondatore del Club di Budapest) e Ray (coniatore del termine in oggetto nonchè docente in una delle Università di San Francisco):

sono le persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Sono coloro che, in Italia e nel mondo, auspicano stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale

Mi sembra perfetto.

Ti fa schifo la guerra, anche quando la chiamano peacekeeping? Potresti esser un creativo culturale.

Vorresti che anche i nostri fratelli del sud del mondo avessero accesso alle giuste risorse? Potresti esser un creativo culturale.

Ti fanno schifo il caos della grande città, la coda in tangenziale, l’aria insalubre? Potresti esser un creativo culturale.

Pensi che la tua vita non può essere una corsa all’aumento del PIL? Vorresti che la tua felicità e serenità fossero prese in considerazione così altro che rating AA all’Italia? Sei di certo un creativo culturale.

Con questi presupposti non mi stupisce che le ricerche mostrino che negli Stati Uniti ed in Italia i creativi culturali si attestano intorno al 25% della popolazione attiva, in Germania circa al 10% e così via.

Fonte: Rete Olistica

Fonte: Rete Olistica

Alla tavola rotonda organizzata da MDF nell’ambito di Natura Bio a Rio Saliceto, Heidemarie Schwermer (Vivere senza soldi) trova l’occasione di tirar fuori la questione dei creativi culturali e del loro rapporto con le associazioni, i movimenti ed i partiti politici.

Si, perchè dati alla mano è piuttosto evidente che la potenzialità di questa massa creativa-alternativa-rivoluzionaria resta sostanzialmente inespressa a livello politico. Alle ultime elezioni politiche nessun partito anche lontanamente vicino alle idee dei creativi culturali ha ottenuto più del 3-4% dei consensi. E non mi si dica che la sinistra che ho visto alla festa democratica abbia qualcosa a che fare con questo!

Di fatto, nel panorama politico attuale, da un posto come la comune di Bagnaia (storico ecovillaggio nato nel 1979) escono un pò di voti ai verdi, a rifondazione, alla sinistra critica ma viene anche fuori che tanti di loro (che creativi culturali lo sono senza riserve) non vanno a votare. Come biasimarli?

Ci risiamo con la storia (vera) che tanti di noi c’hanno idee, valori e potenzialità assolutamente rivoluzionarie verso l’attuale paradigma culturale omologato ed alienante ma che ci sentiamo tutti minoranza se non isolati….quando invece siamo in tanti. Qualcuno rinuncia addirittura al diritto al voto, molto probabilmente a causa della delusione infinita verso questo sistema politico e della convinzione che tanto non cambia nulla.

Però…..

Sono convinto che gran parte dei creativi culturali vota quei soggetti politici prima elencati, una buona parte poi sta nel PdmenoL, non foss’altro perchè: “almeno non disperdo il voto”. Certamente, per una qualche ragione incomprensibile, qualuno di loro ha anche votato il PdL.

Due più due ed è facile ipotizzare un soggetto politico che, capace di rappresentare seriamente questa realtà, alle politiche del 2012 (ammesso che ci si arrivi ma io spero di si chè ci vuole ancora un pò di tempo per organizzarsi) vada al 25% davvero. Aggiungi i non creativi che votano rifondazione o similari per definizione: e siamo al 26%.

Aggiungi i non creativi perchè non sanno di esserlo, quelli che verrebbero contagiati dalle idee di economia e società alternativa, quelli che: “pur di vedere un volto nuovo darei il voto anche ad una velina”. Il 2% della popolazione? E siamo al 28%.

Alle ultime politiche il PdL prendeva il 37% mentre il PdmenoL il 33%.

Se i creativi culturali non diventano il primo partito in Italia, diventano almeno il più autorevole interlocutore del primo partito. Sti cazzi!!!

E siamo nuovamente al punto in cui viene fuori che qualcosa può cambiare….ma ci si deve far sentire, ci si deve impegnare, almeno sostenere. Avete fatto almeno un giro sui blog di Beppe Grillo, MDF, Movimento Etico Solidale, Jacopo Fo, etc etc? Avete almeno cliccato gli articoli che vi linkavo qualche giorno fa, anche solo per farci contare? Avete lasciato un commento, una incitazione, un qualcosa che sostenga?

No? Allora domani non voglio sentire lamentele su quanto fa cagare lavorare in questa società del cazzo (che potrebbe esser qualsiasi società). Perchè finchè domina il PIL allora anche il fatturato dominerà. E finchè domineranno fatturato e profitto, tu sarai sempre un “fottuto numerino…..”.

Io mi sento un creativo culturale. E voi?

Nel think tank dei Meetup c’è già l’idea del circolo a tema creativi culturali…..

Buona vita a tutti.

Io non mi allineo

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