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Recensioni in viaggio #2: Walden, ovvero vita nei boschi

16 settembre 2009

Walden, ovvero vita nei boschi

H.D. Thoreau, Ticknor and Fields, 1854.

Mi stupisce vedere che il post più letto di questo blog è quello relativo al rapporto Stiglitz, sebbene sia tra gli ultimi pubblicati. Sembra che siate interessati all’argomento: la nostra vita va ben al di là della crescita del PIL. Per questo vi regalo una piccola “recensione” del Walden di Thoreau.

H.D. Thoreau è un filosofo della prima metà dell’ottocento. Vive nel nord est degli Stati Uniti in un momento storico in cui questa parte del mondo, che aveva visto l’arrivo dei primi coloni alla ricerca di una vita nuova e di terra da lavorare, inizia a sperimentare gli effetti della nascita della classe borghese, del commercio, dell’esaltazione del dio denaro, delle ineguaglianze sociali, del lavoro mal retribuito in cui gli uomini sprecano le loro vite avendone in cambio poco o nulla e così via.

Thoreau coglie (direi precorre, anticipa) che accumulo di denaro, consumismo, lavorare sempre meno per autoprodurre (beni e servizi) e sempre più per una paga, sta rendendo e renderà sempre più gli uomini schiavi del denaro e grigi dentro. Thoreau non si limita però a “speculare” (nel senso più nobile del termine) ma va a virere nei boschi, per 2 anni.

Walden è insieme il diario puntuale di questa esperienza e la raccolta delle speculazioni filosofiche di un uomo che ama la lentezza, l’ozio, la natura, l’autoproduzione, il silenzio, la serenità e la libertà d’animo mentre rifugge dai vincoli fisici e non fisici creati dall’inutile accumulo di cose. Walden è il diario di un essere libero che vive in sintonia con l’ambiente che lo circonda. Non ha orari da rispettare se non i tempi scanditi dalla natura. Non ha stipendi da guadagnare perchè autoproduce quasi tutto. Non ha cose di cui doversi curare perchè non ha proprio cose. Ha tempo per se, per lunghe chiaccherate, passeggiate, riflessioni, letture.

E’ quello che i suoi contemporanei avevano smesso di essere in adorazione al dio denaro. E’ quello che noi abbiamo smesso di essere ma che non passa giorno senza che pensiamo o diciamo, in qualche salsa, di voler tornare ad essere.

Difficile aggiungere molto altro a questa “recensione”, se non che Walden è un libro stupendo e sorprendente, scritto più di 150 anni fa ma ancora di grande attualità.

Nel 2008 Sean Penn è regista di “Into the wild”. Film meraviglioso, toccante e ricco di significati. Il libro ha in Walden una evidente fonte di libera ispirazione tanto che lo stesso libro, nello scorrere della trama del film, è uno dei preferiti del protagonista, un ragazzo di fine anni ’70.

Walden è un libro che ha venduto pochissime copie alla sua pubblicazione. La sua fama s’è accresciuta negli anni.

Tra le (poche) edizioni che si trovano in commercio vi consiglio certamente quella BUR per l’economicità e soprattutto per la ricchissima prefazione del Prof. Pietro Sanavio, quasi un libro nel libro.

Buona vita a tutti

Io non mi allineo

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